Verrò a chiedervi del vostro amore

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Nel costante monologo della nostra mente solo un sentimento è sempre protagonista. Spesso, però, non è ciò che pensiamo che sia.

Scrivo questo articolo per indagare l’amore, per seguirne le tracce e il percorso. Per parlarvi di ciò che io reputo Amore e di ciò che, invece, è soltanto una triste bugia.

Per me, esso non è quello che vediamo nel 90% delle coppie, anche felici, che ci circondano. E vi spiego perché:

Quell’amore, inteso come due persone che per una magica emozione diventano l’uno il centro di gravità dell’altro, e che sempre per questa emozione vanno incontro a matrimoni, figli e monogamia obbligata, è una comodità sociale e culturale. Una consuetudine, se vogliamo. Un velo borghese che copre il desiderio sessuale, l’attrazione fisica e la paura di morire soli.

No, non è cinismo, è onestà. Infatti quello che io critico non è l’esistenza dell’ amore. La mia è una questione di distinzione.

Secondo me, la seguente è la forma più comune di Amore: una semplice affinità emotivo-fisico-intellettuale con un’altra persona, elevata alla massima potenza, fatta reagire, esplodere, fino a farci confondere, perdere lucidità e priorità.

Quello che fa elevare esponenzialmente ciò che, razionalmente parlando, sarebbe una semplice conoscenza prematura, è l’attrazione fisica, il brivido erotico, l’ebrezza di rientrare in uno standard sociale, la calma che deriva dal non essere più considerati soli, l’esplodere di emozioni che il rapporto di coppia genera. Infatti, proprio per la sua intrinseca fragilità e precarietà, questo tipo di rapporto genera svariate e potenti sensazioni: gelosia (che altro non è che la mancanza di fiducia), nostalgia (la paura che qualcuno possa dimenticarsi di noi) etc…etc… Secondo me, però, tutti questi fattori sono soltanto dei catalizzatori. In chimica, essi sono sostanze che, inserite in un sistema che sta reagendo, ne velocizzano la reazione. Quella che sarebbe la conoscenza di qualcuno, l’inizio di un percorso condiviso, di un’amicizia, viene elevato, massimizzato da reagenti fisio-sociali. Per questo lo trovo, nella maggior parte dei casi, fasullo. Lo considero il raccomandato fra i sentimenti, quello che scala le classifiche perché conosce qualcuno di importante. Trovo banale e noiosa la narrazione per cui uno prima o poi debba crescere, trovare una unica et sola persona con cui spendere il resto della propria vita. Perché così fan tutti. Trovo terribile l’aggrapparsi ad un’ emozione facendo finta che sia un sentimento pur di non esser considerati soli.

Io credo fermamente all’esistenza dell’Amore, ma solo come evoluzione dell’ Amicizia. Penso che l’Amore vero sia una diversa forma sotto cui si presenta quest’ultima. Come se l’amicizia fosse una BMW e l’amore fosse lo stesso modello solo con qualche accessorio in più (siano questi il sesso, l’attrazione fisica etc..). Penso che nel nostro laboratorio di chimica (il nostro cervello) i catalizzatori sopra indicati abbiano fatto in modo di farci provare più del normale. In questo caso possiamo essere innamorati, ma sicuramente non amiamo. L’unico amore che mi sono riuscito a spiegare è privo di motivazioni sociali, animali, riproduttive e psicologiche. È forse l’idea platonica di amore, che però io ritrovo, pragmaticamente, nell’ amicizia. Quel sentimento assoluto da disposizioni sociali e da obblighi di mantenimento della specie inseriti nel nostro DNA. L’unico amore è quello senza una causa, ma con almeno mille ragioni.

Di Amicizia si può parlare dopo anni, dopo scontri, lontananze, esperienze, risate, mani strette le une nelle altre. Dopo discussioni, contrasti di opinioni, comprensioni e accettazioni. Dopo tutto questo capisco il vivere insieme, il fare una famiglia. Non vado a vivere con qualcuno perché semplicemente lo amo e voglio essere considerato adulto. No, io decido di dividere la mia esistenza con te perché so che possiamo aiutarci, renderci l’un l’altro felici. Perché so che vogliamo vivere una vita simile, perché mi fido di te, perché abbiamo obiettivi comuni ed è più facile raggiungerli insieme. Mi “chiudo” in una vita a due solo perché è raro trovare più persone che vogliano condurre il nostro stesso stile di vita e che siano disposte a far compromessi pur di continuare a stare con noi. Non perché la scelta è “o in due o solo, vecchio e abbandonato”.

Catullo diceva che c’è differenza fra amare e bene velle. State molto attenti al cuore, è un bambino viziato che ci costringe a comprargli un gioco solo per poi non giocarci più. State molto attenti al Vostro Amore. Sappiate riconoscere di essere innamorati, ma di essere, al contempo, anni luce dall’amare.


Ma non confondere
L’amore e l’innamoramento
Che oramai non è più tempo.

A Caterina

Pubblicato da Luca Vannucci

Owner of Instagram profile @lucalexandros @luca_vannucci

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