Gli errori passati sono alla base del presente

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Pensare al presente non significa rinunciare al passato, né al proprio né a quello dell’umanità. Questa frase non è da intendere unicamente in una prospettiva filosofica o “romantica”: il trascorso può, infatti, risultare fondamentale per la prosecuzione della propria vita, anche (forse soprattutto) se si sono commessi degli errori; solo grazie agli errori che abbiamo commesso in passato possiamo evitare di commettere gli stessi in futuro. Il proprio passato, però, può essere spesso integrato con il passato dell’umanità in cui alcuni dei possibili errori sono già stati commessi, descritti, commentati, biasimati, spiegati. È perciò fondamentale saper trarre da coloro che ci hanno preceduto nell’affrontare le stesse situazioni tutti gli insegnamenti che riusciamo, in quanto costituiscono un patrimonio immenso, in termini di tempo e fatica, ma anche di sofferenza personale che ci possiamo risparmiare.

Bisogna quindi credere a tutto ciò che leggiamo o sentiamo solo perché è stato detto o fatto prima che noi ci pensassimo? La risposta è ovviamente no; c’è sempre un elemento che non possiamo mai valicare quando esaminiamo qualcosa: la nostra capacità di giudizio, la nostra mente critica. Tutto sta nel verificare la fonte dell’informazione e leggere attentamente tutto ciò che si possiede. Un’informazione completa, verificata e trasmessa da una persona autorevole ha molte più probabilità di essere condivisibile da parte nostra e riflettere effettivamente qualcosa di possibile. Dall’altra parte bisogna sempre verificare l’esistenza di una controprova: possono esistere di una stessa informazione o esperienza due versioni differenti, a volte antitetiche, ma altrettanto autorevoli; in questo caso bisognerà sicuramente trarre le parti che collimano fra tutte le versioni e ritenerle veritiere, per quanto riguarda invece tutto ciò che non può essere ricondotto ad una verità unica, sta a noi decidere quale delle versioni risulta più convincente (non per forza, di tutte le parti di cui questa informazione è costituita, quelle per noi più convincenti provengono da una sola delle due o più versioni). Se si parla di un’esperienza che potremmo affrontare nella nostra vita dobbiamo anche riuscire a capire quale delle personalità descritte si avvicina di più alla nostra o, se ciò non fosse possibile o il risultato ci lascia incerti, riuscire, sulla base di tutte le versioni disponibili, a capire quale potrebbe essere l’effetto sulla nostra, unica, personalità.

Ho volontariamente omesso la mia presentazione per evitare di creare pregiudizi nella lettura di questo articolo: mi chiamo Francesco, ho vent’anni, ho frequentato il liceo classico Carducci di Viareggio e attualmente studio Ingegneria aerospaziale all’università di Pisa. Si potrà notare come da studi umanistici io sia passato a studi prettamente scientifico-pratici; nonostante questo il patrimonio di informazioni (e di errori!) che ho acquisito può certamente risultare utile per la prosecuzione dei miei studi, sebbene siano sicuramente più le competenze che le conoscenze che mi porterò dietro, dato che l’area di interesse del mio apprendimento è drasticamente cambiata.

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