Tristezza, scoraggiamento e depressione. Perché il farmaco

Annunci

Parto subito con un disclaimer: questo articolo nasce dall’esperienza personale di un ragazzo che non ha conoscenze mediche o psicologiche certificate. Per qualsiasi informazione più autorevole è sempre bene rivolgersi a persone qualificate.

Come ho già scritto, per affrontare momenti bui della propria esistenza, può essere necessaria una terapia psicoanalitica. Talvolta però questa da sola non basta: anche un trattamento farmacologico, allora, può essere d’aiuto.

Prendere delle medicine non deve assolutamente essere una vergogna, non si è pazzi o irrecuperabili se ci si affida ad un farmaco. Il nostro cervello è un organo particolare: ha un lato fisico, come tutti gli altri organi e un lato psichico. Entrambi possono subire dei danni, oppure possono necessitare un aiuto. Come non si punta il dito contro chi prende l’aspirina per il malditesta, così non si dovrebbe far vergognare chiunque si aiuti con una terapia di psicofarmaci.

Spesso si crede che solo perché un problema è “psichico” esso possa essere risolto con la buona volontà, anzi, che questa sfida porti l’individuo ad essere più forte e maggiormente pronto ad affrontare la vita. Questo non è necessariamente vero. Un esempio può essere utile: immaginiamo che una macchina si ritrovi con le ruote posteriori completamente bloccate perché una parte della strada è estremamente fangosa. Cosa si fa di solito? Si spinge la macchina dal dietro mentre il guidatore accelera. Lo stesso procedimento è quello dello psicofarmaco. Esso è rappresentato dalle persone che spingono la macchina, la quale non potrebbe farcela da sola, ma che brucerebbe il motore, e l’individuo è il guidatore: infatti chi prende farmaci non passa la giornata ad aspettare che questi risolvano i suoi problemi. Quest’ultimo lavora con tutte le sue forze, solo che adesso ha una possibilità di uscirne senza farsi gravemente del male.

A volte, l’imposizione di non prendere farmaci, la visione negativa che si ha di questi, sono molto più controproducenti rispetto agli effetti collaterali di cui si teme tanto ma si sa poco. Il farmaco viene dato così che il paziente possa aver modo di combattere e lavorare per se stesso. La terapia non dura per sempre, ma dà solo la spinta necessaria ad uscire da uno stallo che ci immobilizza. Ci dà la possibilità di poter lavorare sul nostro problema, senza essere sconfitti dalla tristezza e dallo scoraggiamento, che a volte sono semplicemente troppo grandi. Solo perché ci sono persone che non hanno avuto bisogno di un farmaco questo non significa che esso sia inutile. A livello psichico siamo tutti diversi, ognuno ha le sue forze e le sue debolezze. Ognuno le sue necessità. Come non è per legge più sano chi non è mai andato in terapia, così non è più forte chi non si è mai fatto aiutare nel modo giusto e deciso da un medico ben qualificato. Anzi, a volte ci sono persone che per uscire da un problema, ostinandosi a non farsi curare in maniera adeguata, finiscono col danneggiarsi molto più di prima.

Farsi aiutare significa aiutarsi. Dobbiamo fidarci della scienza e di chi la esercita, senza lasciare che vetusti pregiudizi si prendano l’autorità di impedirci di stare bene solo per farci essere nella norma delle restrizioni sociali.

Pubblicato da Luca Vannucci

Owner of Instagram profile @lucalexandros @luca_vannucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: