Esiste il destino?

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Una delle solite domande esistenziali…mette già l’ansia. Tranquillo, cercherò di sortire l’effetto contrario e di tranquillizzarti su questo aspetto. Faccio una premessa che vale un po’ per tutti i miei articoli ma specialmente per questo. È la mia opinione e non faccio nessun tipo di riferimento a concezioni religiose o cose del genere. Do la mia opinione, slegata da tutto, che secondo me può spingere a dare di più in alcune circostanze.

Provo a rispondere a questa domanda in modo semplice, anche se la risposta non lo è. Io non parlerò di quel destino “magico” che si vede nei film d’amore. Questa sarà un’argomentazione un po’ più generica per farti capire quanto le tue scelte giochino un ruolo fondamentale nella tua vita. Non ci sono scelte sbagliate. Alcune ti fanno bene, altre ti insegnano qualcosa (ho spiegato questo fenomeno quando ho parlato della paura del fallimento).

Molte volte mi sono trovato a pensare che una certa cosa “non fosse destino che accadesse”. Beh, penso che questa frase sia limitante. Pensarla così, non solo è la scusa perfetta per non prendersi le proprie responsabilità, ma fa sì che non si impari assolutamente niente dagli errori commessi. Quando qualcosa va storto, puoi pensarla in due modi e porti di conseguenza due diverse domande.

• Pensare che sia il destino a condizionarti. Chiederti quindi: “perché va sempre tutto male?”

• Pensare in modo razionale. Chiederti quindi: “cosa ho sbagliato?”

Sembra una sciocchezza. Ma si può capire a quale corrente di pensiero si appartiene anche da una cosa così semplice. Qual è la prima cosa che dici a te stesso quando qualcosa non va? Bene, ciò che penso io è che quando qualcosa va storto sia sbagliato dare la colpa al destino. Il tuo destino dipende da te. Dalle scelte che fai, dalle persone che frequenti, dalle abitudini che hai, dai libri che leggi ecc…

Magari potrà esistere anche qualcosa già di scritto per ognuno di noi e chissà un po’di fortuna qualche volta, ma credo fermamente che qualsiasi risultato che otteniamo nel fare una certa cosa dipenda da noi e dalle cose che ho scritto prima. È per questo motivo che quello che mi ripeto sempre TUTTE le volte (o quasi) che sbaglio non è “doveva andare così”, ma “cosa ho sbagliato? come posso migliorarmi?”

Questa non è una verità assoluta, sono sicuro che nessuno abbia la risposta. Trovo però che pensarla in questo modo sia più stimolante per migliorare se stessi e portarsi ad un livello successivo, e si dai, secondo me anche essere un po’ più felici e fieri di sé.

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